CENTRO OBESITà

Centro per la cura dell’obesità grave

Negli ultimi 15 anni il problema dell’obesità ha assunto proporzioni gigantesche per la reale diffusione e percezione nella popolazione da un lato e le nuove potenzialità terapeutiche dall’altro. L’esplosione epidemica dell’obesità nei paesi ad elevato sviluppo economico-sociale è pervenuta a una dimensione tale da costituire, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, uno dei più importanti settori di intervento per la tutela della salute pubblica. Il fenomeno è diffuso in varia misura in tutte le regioni del nostro paese e la sua prevalenza è in costante aumento, con una preoccupante espansione nell’età infantile.

Il rischio che un bambino obeso diventi un adulto obeso è direttamente proporzionale alla gravità dell’eccesso ponderale e all’età: circa il 30% dei bambini obesi in età prescolare lo sarà da adulto, la percentuale arriva al 70-80% per gli adolescenti obesi.

In una piccola proporzione (meno del 5%) l’obesità riconosce cause specifiche e viene definita obesità secondaria. Nella maggior parte dei casi l’obesità viene definita essenziale e alla sua insorgenza concorrono fattori sia ambientali che genetici.

 Tra i fattori ambientali si annoverano il modificato stile di vita con riduzione del dispendio energetico individuale, favorito dal lavoro sedentario e dallo scarso esercizio fisico, l’alterato rapporto con il cibo in cui spesso vengono riversate le proprie problematiche quotidiane e anche grazie alla sua sempre maggiore disponibilità, facilitata dall’ampia e variegata offerta di prodotti alimentari e dal reddito pro-capite relativamente elevato. I fattori genetici, in larga misura non ancora identificati, determinano il grado di predisposizione individuale e la familiarità.

L’obesità grave rappresenta un importante problema socio-economico nei paesi industrializzati, in costante aumento: determina una spettanza di vita ridotta di circa 10-15 anni e patologie correlate-co-morbidità molto rilevanti per frequenza e gravità. Dati sempre più consistenti confermano che queste alterazioni, spesso silenti e subdole, sono presenti già nei bambini e nei preadolescenti con eccesso ponderale (38,7% dei moderatamente obesi, e nel 49,7% dei gravemente obesi).Esse sono principalmente rappresentate da malattie cardiocircolatorie, endocrine, osteo-articolari, respiratorie, neoplastiche ( apparato genitale femminile, mammella, colon); l’obesità sostenuta dal primitivo disturbo della condotta alimentare, si riflette negativamente sulla psiche dei pazienti con gravi ripercussioni sulla qualità di vita, l’inserimento sociale e in special modo nel mondo del lavoro.

La presa in cura dei pazienti obesi rappresenta un gravoso onere sociale poiché essi presentano malattie croniche quali l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’artrosi e le deformità articolari, l’insufficienza venosa cronica con disturbi trofici cutanei, l’insufficienza respiratoria, malattie dermatologiche; le continue cure mediche devono spesso essere erogate anche  in regime di ricovero e gli interventi chirurgici richiesti dalle patologie correlate sono in genere molto rischiosi e costosi: basta citare gli interventi per patologie cardiache e vascolari con sostituzioni valvolari, bypass, angioplastiche, sostituzioni protesiche arteriose; gli interventi ortopedici per ernie del disco o per sostituzioni protesiche articolari. Anche interventi chirurgici per malattie non correlate all’obesità, risultano gravati da rischi e costi molto superiori alla norma per la mole dei pazienti che condiziona le potenzialità tecniche e di risposta al trauma chirurgico con conseguenti allungamenti dei tempi di degenza e aumento delle complicanze.

L’obesità è pertanto una condizione morbosa cronica che interessa un quarto della popolazione dei paesi industrializzati, in costante allarmante aumento; i pazienti obesi sono gravemente penalizzati in relazione alla loro salute fisica e psichica con un rilevante scadimento della qualità di vita.

La percezione dell’obesità è profondamente mutata sia per il prolungamento della spettanza di vita che rende più evidenti le limitazioni e patologie correlate che per il cambiamento dello stile di vita e dei requisiti che la società attuale propone. Se le invalidità correlate all’obesità si aggravano con l’età, le problematiche della vita di relazione sono a volte maggiori e ben evidenti fin dalla giovane età in cui prevalgono le difficoltà di inserimento affettivo, sociale e lavorativo. La percezione soggettiva dell’eccesso di peso è spesso non oggettiva e riflette aspettative e modelli di vita ispirati all’esasperazione del mondo moderno dove il risultato estetico e la prestazione sono anteposti all’equilibrio tra il  benessere mentale e fisico.

In una piccola proporzione (meno del 5%) l’obesità riconosce cause specifiche e viene definita obesità secondaria. Nella maggior parte dei casi l’obesità viene definita essenziale e alla sua insorgenza concorrono fattori sia ambientali che genetici.

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