RISCHI DEL PAZIENTE OBESO

AREA MEDICI

L’obesità grave rappresenta un importante problema socio-economico nei paesi industrializzati, in costante aumento: determina una aspettativa di vita ridotta di circa 10-15 anni e patologie correlate co/morbidità molto rilevanti per frequenza e gravità.

 

Dati sempre più consistenti confermano che queste alterazioni, spesso silenti e subdole, sono presenti già nei bambini e nei preadolescenti con eccesso ponderale (38,7% dei moderatamente obesi, e nel 49,7% dei gravemente obesi).Esse sono principalmente rappresentate da malattie cardiocircolatorie, endocrine, osteo-articolari, respiratorie, neoplastiche ( apparato genitale femminile, mammella, colon); l’obesità sostenuta dal primitivo disturbo della condotta alimentare, si riflette negativamente sulla psiche dei pazienti con gravi ripercussioni sulla qualità di vita, l’inserimento sociale e in special modo nel mondo del lavoro.

 

La presa in cura dei pazienti obesi rappresenta un gravoso onere sociale poiché essi presentano malattie croniche quali l’ipertensione arteriosa, il diabete, l’artrosi e le deformità articolari, l’insufficienza venosa cronica con disturbi trofici cutanei, l’insufficienza respiratoria, malattie dermatologiche; le continue cure mediche devono spesso essere erogate anche  in regime di ricovero e gli interventi chirurgici richiesti dalle patologie correlate sono in genere molto rischiosi e costosi: basta citare gli interventi per patologie cardiache e vascolari con sostituzioni valvolari, bypass, angioplastiche, sostituzioni protesiche arteriose; gli interventi ortopedici per ernie del disco o per sostituzioni protesiche articolari.

 

Anche interventi chirurgici per malattie non correlate all’obesità, risultano gravati da rischi e costi molto superiori alla norma per la mole dei pazienti che condiziona le potenzialità tecniche e di risposta al trauma chirurgico con conseguenti allungamenti dei tempi di degenza e aumento delle complicanze.

L’obesità è pertanto una condizione morbosa cronica che interessa un quarto della popolazione dei paesi industrializzati, in costante allarmante aumento; i pazienti obesi sono gravemente penalizzati in relazione alla loro salute fisica e psichica con un rilevante scadimento della qualità di vita.

 

La percezione dell’obesità è profondamente mutata sia per il prolungamento della spettanza di vita che rende più evidenti le limitazioni e patologie correlate che per il cambiamento dello stile di vita e dei requisiti che la società attuale propone. Se le invalidità correlate all’obesità si aggravano con l’età, le problematiche della vita di relazione sono a volte maggiori e ben evidenti fin dalla giovane età in cui prevalgono le difficoltà di inserimento affettivo, sociale e lavorativo. La percezione soggettiva dell’eccesso di peso è spesso non oggettiva e riflette aspettative e modelli di vita ispirati all’esasperazione del mondo moderno dove il risultato estetico e la prestazione sono anteposti all’equilibrio tra il  benessere mentale e fisico.

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